Non ricordo come mai ma, tra una tappa marchigiana e l’altra, io e Andrea siamo partiamo con un po’ di malumore. Come spesso succede il malumore diventa scazzo e si tramuta, senza nemmeno capire come mai, in litigi basati sul niente (ma perché hai cambiato stazione? Volevo ascoltare quella canzone, ecco fai sempre così, non capisci!). E poi, per fortuna, così come è arrivato quel malumore scompare all’istante quando trovi qualcosa di inaspettato e bello (e gratis!) sulla tua strada. Per noi quel giorno, in giro per le Marche, è stato trovare la silhouette di un cavallo immenso sulle colline del Montefeltro. Chi l’avrebbe mai detto di trovare arte pubblica anche da queste parti?
Il Pensiero è più veloce dell’Azione di Gianni Calcagnini. La maestosa scultura in ferro, che si trova all’interno della tenuta Santi Giacomo e Filippo, nasce come inno alla libertà, alla voglia di conoscere e alla forza del pensiero positivo che guida l’azione (era destino che dovessimo capitare qui!).

“La metafora del cavallo, una puledra araba che, come vuole la leggenda, nacque da un vortice di vento, impossibile da domare e da fermare. Il cavallo che salta il globo rappresenta la libertà senza confini, affascina per la misteriosa alchimia tra armonia e forza e ora, nella mente dell’autore, incarna il legame con la Terra.
E’ un inno alla liberta, una guida, un mezzo di trasporto tra i mondi, viaggiatore e cavaliere, sognatore tra il regno terrestre e quello spirituale.”

Scendiamo, ci immergiamo nell’opera e nel paesaggio che la ospita. Ritorniamo in pace con il mondo e soprattutto tra di noi! Continuiamo il viaggio già felici della sorpresa che ci aveva fatto quella giornata e ci imbattiamo, poco più in là, in un altra scultura gigante, questa volta di un’oca.

Verso nuovi lidi, sempre ad opera di Calcagnini.

“l lavoro è stato realizzato durante i mesi della pandemia e comunica  un messaggio di speranza e ottimismo. L’oca si accinge a raccogliere tutte le proprie forze per iniziare il volo. E’ consapevole che ci saranno difficoltà e ostacoli da superare, ma ha una meta da raggiungere e seppure fermandosi lungo il percorso, non smetterà di volare fino a che il traguardo non sarà stato conseguito. Durante il volo il grido dell’oca ha lo scopo di incoraggiare gli altri componenti dello stormo ad andare avanti. “

Anche qui le giriamo intorno, ce ne “nutriamo” insieme al paesaggio che la accoglie.  A questo punto ci siamo ricaricati totalmente, pronti a scalare montagne, dragare torrenti, immergersi tra la gente… 

Vuoi sapere come è iniziato il viaggio nelle Marche? Leggi qui

Se vuoi sapere anche come è proseguito, leggi qui 

Post Recenti

Parco Archeologico di Baratti e Populonia

Parco Archeologico di Baratti e Populonia

Frequento la Val di Cornia da diversi anni ormai principalmente per andare a far visita alla famiglia di Andrea. Per questo motivo quell'area è diventata un posto abituale, che ha assunto una sua quotidianità. Come spesso succede con i luoghi in cui vivi abitualmente...