

Durata: 4 giorni
Gola del Furlo, Marmitte dei Giganti, Mondolfo, Riserva del Conero, Camerano
Marche, Italia
La seconda parte del tour nelle Marche doveva essere la parte migliore del viaggio, doveva essere un crescendo. Invece, come succede spesso, le aspettative vengono disilluse e ti ritrovi ad apprezzare quello che non avevi considerato. Quindi vi chiederete: perché dovrei continuare a leggere questo articolo? Perché a volte è bene non fidarsi di chi descrive che il mondo è bellissimo e perfetto.
Non vi fidate!!!
Con Andrea partiamo da San Giovanni in Marignano per andare verso sud, verso Civitanova Marche, con l’idea di fermarci in diversi posti lungo il tragitto perché altrimenti non siamo contenti, ci sembra di sprecare tempo…
La prima tappa è Fossombrone. Il nucleo medievale del paese è sorvegliato dalla Cittadella Fortificata dove abbiamo pranzato con la vista sulle montagne. Poi siamo andati a vedere il Ponte della Concordia, il motivo per cui ci siamo fermati qui, per vedere l’arco del ponte che si rispecchia nel fiume Metauro e crea un effetto ottico suggestivo. Peccato che l’acqua fosse mossa e quindi l’effetto ottico ce lo siamo solo immaginato. Che poi, a pensarci bene, l’acqua di un fiume è sempre un po’ mossa. Quindi mi chiedo: le foto che riempiono l’internet di questo arco perfetto in quale momento esatto dell’anno e a che ora sono state fatte??? Dateci un’indicazioni prima di farci arrivare fino a lì!
A parte tutto, poco fuori il paese, merita sicuramente una visita le Marmitte dei Giganti, il canyon di Fossombrone. Infatti, il fiume Metauro ha scavato, nel corso dei millenni, una gola profonda. Profonde depressioni che hanno preso il posto dei ghiacciai Forra e Gola. Le Marmitte dei Giganti sono belle viste dal fiume, ma impressionanti osservate dal ponte! Quindi se state girando con le infradito sappiate che non ha senso rischiare la vita per arrivare fino alla gola. Se invece avete le scarpe da ginnastica allora fatevelo un giretto tra le rocce. Comunque se dovessi tornare in zona ci farei un giro in canoa!
La seconda destinazione della giornata è la Gola del Furlo: furlo dal latino forulum, piccolo foro. La gola è nata dall’erosione del fiume Candigliano. Volevamo vedere anche la galleria scavata nella roccia dall’Imperatore Vespasiano nel 76 d. c. ma era crollata quindi non accessibile. Devo dire che è stata una fortuna perché avremmo percorso la strada in macchina invece che a piedi e ci saremmo persi un’esperienza incredibile, sovrastati dalla montagna e accompagnati dal fruscio del fiume. Questa è stata una delle esperienza più belle che ho fatto. L’imponenza della gola mi ha affascinato ma allo stesso tempo era spaventosa. Eravamo in pochi sulla strada e tutto, ogni piccolo suono, faceva una gran eco… è stato veramente suggestivo.
In serata, sotto ad un acquazzone incredibile, siamo arrivati all’Agriturismo Ponterosa, un posto molto accogliente, tra le colline marchigiane, lontano dai centri abitati. La stanza che ci hanno dato sembra la camera della nonna, con il letto in ferro, le tende fatte all’uncinetto e i mobili di quel legno molto scuro che rendono la camera ancora più piccola rispetto a quello che è. Ecco, non siamo stati comodissimi nonostante l’ampio spazio esterno. Però devo dire che il ristorante è delizioso. Abbiamo mangiato benissimo e poi è comodissimo scendere per cena senza dover andare a cercare un posto in cui mangiare. Anche la colazione è ottima e abbondante. Ogni giorno ci venivano offerti biscotti o torte fatte in casa. E’ stata veramente una coccola.

L’altra sorpresa della zona è stata Mondolfo dove siamo andati il giorno successivo. Poteva essere un borghettino qualsiasi invece la sua particolarità è di essere caratterizzato da opere di street art . Il progetto si chiama Galleria senza soffitto, un museo diffuso e a cielo aperto, di arte urbana. Inoltre, siamo stati accolti in maniere veramente calorosa, chiunque abbiamo incontrato si è fermato a chiaccherare e a raccontarci del paese e anche della sua vita. Peccato avere avuto una tabella di marcia così serrata… Per andare dove poi? A Corinaldo perché siamo stati “circuiti” dall’internet che ci ha attirato lì per la sua scalinata medievale. La cinta muraria è la più significativa delle Marche (912 metri) con porte, baluardi poligonali e torri. La sua scalinata la trovi su tutti i siti, è un “da vedere nelle Marche”, peccato che non mi è sembrata così particolare e che nel paese non ci siano molti servizi, abbiamo trovato un unico forno in tutto il paese e tra l’altro di qualità pessima. Non c’è molto da dire. La scalinata carina, il paese non mi ha lasciato molto. No, non ci tornerei.
Il giorno dopo inizia il calvario della ricerca delle spiagge nella Riviera del Conero. Spiagge affollatissime e che vanno prenotate altrimenti non ti fanno entrare, ma nonostante questo piene stracolme di gente che non si capisce il senso della prenotazione. Infatti la nostra esperienza inizia e finisce con la spiaggia dei Sassi Neri. Anche qui per arrivarci devi farti tutto il crinale a piedi oppure aspettare il bus insieme a centomila persone, per poi fare la rincorsa al posto libero, manco fossi in terza superiore quando facevi a botte per prendere il posto sul bus dopo la scuola! Non mi avrete. Vado a piedi. Preferisco sudare. Arriviamo giù. Non c’è già più posto… ci appollaiamo sopra altra gente e stiamo lì, a disagio, per un paio di ore. Giusto il tempo di dare un senso a questa esperienza e riprenderci dalla camminata. Poi ritorniamo in su perché per me la spiaggia deve essere quiete e pace e non gente che mi cammina in testa. Facciamo una strada diversa e devo dire che, a parte il fatto che non sono allenata e quindi la camminata mi ha spezzato, il sentiero merita.
Torniamo verso l’agriturismo e la sera andiamo a mangiare a Morrovalle, il paese fantasma. Un delizioso borghettino fatto di pietre, ma senza un’anima in giro…
Il giorno dopo, sconfortati dall’accesso nelle spiagge del Conero ci “accontentiamo” della spiaggia di Porto Sant’Elpidio. Ecco, la scelta migliore fatta fino ad ora. La spiaggia è immensa, ci sono pochissime persone e quelle poche presenti sono local. Non c’è sabbia ma sassi e quindi il mare è limpidissimo. Inoltre c’è la pineta che per me, cresciuta a Pinarella di Cervia, fa sentire subito a casa. Di sicuro non ti da la sensazione di esclusività e la soddisfazione di essertela guadagnata, ma vuoi mettere parcheggiare, fare due passi nella pineta e piantare l’ombrellone in riva al mare? Super!
L’ultimo giorno lo abbiamo passato a Camerano a visitare al città sotterranea. Quella che inizialmente pensavano che fosse una cava o semplicemente un deposito per mantenere il vino si è invece rivelata una vera a propria città usata, si presume, come rifugio. Un vero e proprio labirinto sotterraneo con volte a cupola, a vela, a botte, sale circolari e decorazioni con fregi, motivi ornamentali e simboli religiosi. Un posto misterioso che consiglio di visitare (solo su prenotazione e naturalmente con visita guidata).

Tornare nelle Marche per:
- Ascoli Piceno e una scorpacciata di olive all’ascolana
- trekking nella Gola del Furlo
- Monti Sibillini
- Jesi
- Macerata
- Osimo
- La street art di Civitanova Marche
- Loreto (gli siamo passati accanto diverse volte e abbiamo volutamente evitato ma forse abbiamo fatto una ca****a)
- forse, e dico forse, la Riviera del Conero in bassa stagione
- Villa Aprile
- Abbazia di San Vincenzo
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